“L’ANIMA LIQUIDA DI MASSIMO BALLARDIN”

Massimo Baardin è stato allievo di Emilio Vedova dal quale ha in parte ereditato il gesto pittorico, quell’informale gestuale i cui richiami sempre si fanno sentire nella stesura decisa del colore.

C’è in Ballardin quella che da subito ho chiamato “un’anima liquida” che lo avvicina a certe ricerche pittoriche formali del primo e secondo novecento .le lontananze lagunari di Virgilio Guidi, “l’informale naturalistico di Alfredo Chighine” (Carluccio) con un certo sottolineato uso del bianco a separare le masse scure, tipico di Ballardin.

Opere dove l’uso del bianco, del rosso e del nero ricordano a rinforzo il preciso segno di appartenenza ad un’area culturale ben definita – quella dell’informale di area veneziana – ma dove la superficie della tela si divide nettamente in spazi vuoti e pieni sottolineati da segni geometrici visibili, linee di separazione nette con un nucleo residuale di collages materici che sembrano alludere ad uno spazio nuovo, un deciso passage o meglio una via di fuga.”

Posted on 17 ottobre 2016 in Blog

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