IL FUTURO DIGITALE DELLA CULTURA

Il futuro digitale della cultura

Al giorno d’oggi parlare di digital marketing in relazione all’arte e alla cultura non risulta più così dissonante e progressivamente questo settore si sta avviando verso una consapevolezza maggiore delle potenzialità che il web 2.0 mette a disposizione di tutti.

La nascita del web marketing culturale ha trasformato in maniera consistente la natura delle istituzioni culturali; ha cambiato il modo in cui si possono relazionare con il pubblico e soprattutto il tipo di fruizione che possono offrire, arricchendo enormemente l’esperienza dei visitatori: un chiaro esempio sono i tour virtuali che diversi musei organizzano all’interno dei loro spazi, eliminando così qualsiasi barriera spazio/tempo.

Andando ad analizzare i dati, un’interessante analisi effettuata nel gennaio 2017 dall’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali su un campione di 476 musei italiani,ha evidenziato che il 57% possiede un sito web, mentre il 52% ha un account sui social (al primo posto Facebook, seguito da Twitter e Instagram). Salta all’occhio però la bassa qualità ed usabilità dei siti web nei confronti dell’utente, soprattutto straniero, che spesso e volentieri si ritrova ad interagire con un sito interamente scritto in lingua italiana; nondimeno, la quasi totale assenza di servizi avanzati, come l’acquisto online tramite e-commerce o la possibilità di scaricare materiale informativo, rende l’esperienza dell’utente poco intuitiva.

Ed è un vero peccato, perché la maggior parte degli utenti italiani utilizza i social per guardare o ascoltare contenuti artistici audiovisivi, reperire informazioni utili su artisti, mostre ed eventi e soprattutto per prenotare o acquistare il biglietto online.

Non dobbiamo dimenticare quanto il passaparola virtuale che si manifesta con la condivisione dei link, o attraverso i “like” alle varie pagine ufficiali, diventi mezzo per stimolare il pubblico, creare interesse e coinvolgimento e soprattutto promuovere mostre ed eventi.

Ovviamente non mancano le eccezioni: quando parliamo di innovazione digitale non si può non citare il MAXXI di Roma, che risulta essere il museo più seguito in Italia e il pioniere nell’utilizzo di Youtube, Flickr, Instagram e Pinterest. Lo stesso vale per il MART di Trento e Rovereto, uno dei musei più all’avanguardia nell’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione.

 

Altre istituzione culturali non passano inosservate per la loro presenza sui Social, come i Musei Vaticani, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Museo del Novecento e il Triennale Design Museum.

Nonostante tutto, però, i nostri musei non eguagliano le attività svolte in abito digitale dalle più grandi istituzioni internazionali, come il MoMA e il MET di New York, il Museo del Louvre di Parigi, la Tate Gallery e la National Gallery di Londra.

 

Questo accade non perché le potenzialità di questi musei siano maggiori, ma perché godono di una maggiore capacità di coinvolgere il proprio pubblico, data anche da una consapevolezza diversa dell’importanza dei media digitali in ambito culturale; attraverso i social, la cultura incontra fasce di età diverse e molto spesso difficili da attirare con altri mezzi, in particolare i giovani.

Una cosa però è certa: il mondo sta evolvendo verso una maggiore consapevolezza dei mezzi che ha a disposizione e sempre più figure professionali si stanno avvicinando al mondo dell’arte e della cultura con un approccio digitale.

Posted on 20 luglio 2018 in Arte, Blog

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